Quarta Tappa

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Rifornimenti

Da: Bacu Mudaloru
A: Cala Biriola
Data:
31 maggio 2007
Distanza: 4.3km
Tempi di percorrenza: h.7:59 comprese soste e pranzo
Partenza: h.8:45
Arrivo: h.16:44
Dislivello in salita: 541m
Dislivello in discesa: 492m
Difficoltà:
Una doppia e scalette metalliche.
Elenco località toponimi:
Bacu Mudaloru, doppia 15 metri, arco Sufeilau, bacu Canale, scala Oggiastru, scala Biriola (fustes) altra scala Biriola (metallica), Cala Biriola..

Descrizione:

Il sentiero inizia alla sinistra orografica dell'aia carbonile, sopra la cala, risale un ripido ghiaione che mette a dura prova le nostre gambe; dopo alcune centinaia di metri sotto la falesia entriamo nel boschetto sulla destra, giriamo ancora a destra e costeggiamo la falesia. Risaliamo con difficoltà girovagando per cengie, codule e ghiaioni; arriviamo ad un caratteristico foro che ci consente di attraversare la cresta senza dover arrampicare; entriamo in una valletta alberata, poi un’ennesimo canalone da risalire ed entriamo su di un altopiano; per sentiero proseguiamo verso nord: dapprima incontriamo una scala in ferro posizionata sopra una vecchia scala a pioli, in fondo alla scala mettiamo un corda fissa, arrivando ad un altro tratto di altopiano da cui vediamo sul versante opposto un balcone in tronchi fissato alla parete. Su di una larga mulattiera aggiriamo il costone ed assicurandoci ad una corda fissa in acciaio scendiamo nel ballatoio; seguendolo verso destra ci deposita su una piccola cengia, arriviamo in una valletta circolare chiusa a monte da pareti verticali, il tutto è molto emozionante. Fare molta attenzione al percorso: al ritorno si passa ancora da qui. Una ripida discesa nel bosco di circa 30 minuti ci porta nell'aia carbonile a quota 70 mt. sopra cala Biriola, anche questa immersa nel bosco. Qui i nostri amici sardi ci propongono una discesa in corda doppia nella cala, così alcuni scendono alla cala per sentiero (in alcuni punti franato) ed in cinque partiamo per l'attacco della doppia, cosa non facile ed estremamente pericolosa: infatti una frana ha distrutto il sentiero ed il terreno particolarmente friabile non consente nessun punto di assicurazione. Ora il sentiero è un’esile traccia nella terra e ghiaia del canalone: quando ho pensato di tornare indietro eravamo già troppo avanti e tornare sarebbe stato ancora più pericoloso; quindi con molta attenzione ed autocontrollo (ginocchia che tremano) abbiamo superato il tratto franato e dopo alcuni minuti eccoci all'attacco della corda doppia di 45 mt.: un vecchio ginepro sporgente nel vuoto, sopra di noi enormi grottoni e sotto la spiaggia. Sospesi nel vuoto è una bella emozione, soprattutto in questo ambiente, toccando terra ad un metro dall'acqua. Cala Biriola è bella dall'alto: mentre ci si cala in doppia, affascina. Anche qui il bagno di rito, poi bisogna trovare il modo di arrivare al sentiero (cosa non facile), ci si arrampica sugli scogli e contornando alcune rocce, passando poi per un cunicolo, si raggiunge la parte di spiaggia servita dal sentiero; il sentiero è molto ripido, di ghiaietto compatto in parte franato, da farsi con i contenitori dell'acqua sulle spalle. Il resto del gruppo vista la difficoltà del sentiero non è sceso al mare, fermandosi al limite del bosco a guardare chi scendeva in doppia. Anche questa sera un bel falò ci toglie tutti i cattivi umori della fatica, come le altre sere dodici persone attorno al fuoco a raccontarsi i momenti della giornata, cena molto frugale e poi nei sacchi a pelo a dormire sotto le stelle. Questa tappa non è certamente lunga, ma difficoltosa sia per l’individuazione dei sentieri che per le asperità.

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