Seconda Tappa

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Rifornimenti

Da: Porto Quao
A: Cala Goloritzé
Data: 29 maggio 2007
Distanza: 9.5km
Tempi di percorrenza: h.8:00 comprese soste e pranzo
Partenza: h.7:13
Arrivo: h.15:13
Dislivello in salita: 818m
Dislivello in discesa: 820m

Difficoltà: Nessuna difficoltà alpinistica, sentiero a tratti inesistente e privo di segnaletica (bolli blu). Facile perdere di vista i compagni nascosti dalla vegetazione!
Elenco località toponimi:

Porto Quao, Bacu Sunnuli, Serra d'Argius (ovile poighittu), Punta Salinas (ovile sotto roccia Salinas), Bacu Canale, Cala Goloritzé.

Descrizione:

Al mattino ci avviamo per Cala Goloritzè, all'inizio costeggiando il mare per circa un’oretta, poi girando a sinistra verso l'interno. Risalendo ghiaioni e attraversando codule si passa per il bacu Sunnuli, da dove si risale la Serra d'Angius arrivando alla quota 490 dell'ovile Pilighittu, un bell'ovile dove entriamo per curiosare e scattare alcune fotografie. Proseguendo arriviamo a punta Salinas: qui i nostri amici sardi ci consigliano di raggiungere per cresta il bordo della falesia, affacciandoci su Cala Goloritzè. La vista è stupenda, sotto di noi la guglia, un cono rovesciato di roccia che si staglia per 150 metri isolata dalle pareti, poi la cala con i suoi colori, un panorama mozzafiato fino a cala Gonone 30 km più a nord: sono momenti piacevoli che ci ripagano di tutte le difficoltà. Nelle vicinanze, in uno slargo sotto la cresta, c'è un ovile ben tenuto, protetto su tre lati da falesia ed uno aperto verso il Golgo (interno). E' raggiungibile dalla cresta per un’esile cengia, poi scendendo su di un tronco appoggiato alla roccia oppure tornando indietro fino alla punta Salinas e piegando a destra in discesa. Visitando l'ovile si nota il lavoro fatto dai pastori, da una parte il pinnettu (la casa), contro la roccia l'ovile suddiviso in settori: uno piccolo con piccoli pertugi per accedervi, riservato ad agnelli che altrimenti rischiano di essere schiacciati, l'altro per il gregge, il tutto recintato con tronchi di ginepro, messi in verticale per offrire maggiore protezione alle greggi. Mentre il pinnettu ha una base circolare in pietra - alta circa un metro - con sopra un conoide formato da tronchi di ginepro e alcuni tronchetti di traverso per chiudere il cono, all'interno alcune mensole, alle pareti un focolare; non ho visto brande o altro per dormire:ma vista l'ampiezza del locale probabilmente dormivano in terra su velli e coperte. Discendiamo in un ripido ghiaione e per mulattiera entriamo in Bacu Goloritzé; incontriamo un’ampia mulattiera, opera dei carbonai, e scendendo alcuni tornanti contornati da lecci centenari arriviamo sotto l’Aguglia. Alla sua base, sotto una volta, ci sono alcuni tavoli e panchine: qui facciamo il secondo bivacco, siamo a metà pomeriggio ed un bagno è quello che ci vuole per togliere la stanchezza; ci rigiriamo al sole e verso sera con acqua e viveri ritorniamo all’Aguglia: un bel falò per ritrovarci ed è festa anche questa sera!

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