Da: Pedra Longa
A: Porto Quao
Data: 28 maggio 2007
Distanza: 14.6km
Tempi di percorrenza: h.9:12 comprese soste e pranzo
Partenza: h.8:45
Arrivo: h.17:57
Dislivello in salita: 1235m
Dislivello in discesa: 1279m
Difficoltà:
Nessuna difficoltà tecnica se si escude una arrampicata a Bacu
Tenadili (per uscire) con passaggi su tronchi di ginepro e un traverso
con cavo d'acciaio (3° grado).
Elenco località toponimi:
Preda Longa, Cengia Giradili, ovile Duspiggius quota igm (288), Bacu Tenadili,
Portu Pedroso, Porto Quao.
Descrizione:
Due pulmini noleggiati tramite l'hotel "Bue Marino" ci trasportano
da Cala Gonone a Pedra Longa percorrendo
circa 80 km in un'ora e trenta minuti. Al terzultimo tornante prima del
ristoro, in un comodo slargo della strada, inizia il viaggio a piedi.
Su un bel sentiero a mezza costa ci inoltriamo immersi nella vegetazione
mediterranea che è la caratteristica principale di questi luoghi.
Poco dopo aver attraversato un piccolo ruscello si inizia a salire e la
vista spazia fin al golfo di Arbatax; le fotografie si sprecano per immortalare
il paesaggio. Continuando a salire, arriviamo contro la falesia della
punta Giradili, la aggiriamo da nord verso sud, poi ovest
su di una cengia rinforzata con massicciate, panoramica e caratteristica.
Si passa per un arco naturale composto da due massi accostati, si sale
ancora per sentieri aperti fino a raggiungere il Cuile de Us Piggius.
(ore 2.30 da Pedra Longa) dove facciamo un breve ristoro. L'ovile è
tuttora funzionante e ben tenuto: lo si può raggiungere con un
fuoristrada dal Golgo. Continuiamo la nostra tappa seguendo la strada,
poi imbocchiamo un sentiero sulla destra e qui si inizia a girare, aggirando
collinette pietrose e scendendo piccole valli (codule); il sentiero ci
porta su di un largo pianoro (attenzione ai segni blu! E’ facile
perderli), ricompattando il gruppo si continua a camminare nella vegetazione
dove sono sufficienti alcuni metri di distanza per non vedere chi è
davanti: è davvero facile perdersi. Raggiungiamo a quota 760 il
monte Ginnircu ed iniziamo a scendere sempre su di un
bel sentiero, a volte ci affacciamo sul mare, altre siamo sotto alte pareti;
incontriamo ovili, delle piccole difficoltà alpinistiche, alcuni
tronchi a rinforzare il sentiero e rendere più agevole il districarsi
tra piccole cengie ed arrampicate protette da una corda fissa in acciaio,
il tutto per rendere più briosa la giornata. Raggiungiamo la scogliera
nel folto della vegetazione, con scorci sulle falesie strapiombanti e
sul mare, notando tutti i colori della diversa profondità dell'acqua.
Dopo altri saliscendi e attraversamenti di codule arriviamo a porto
Pedroso: una vera perla! Una lunga insenatura, larga pochi metri
con ai lati due paretine di roccia tortuose, acqua limpida poco profonda;
facciamo una sosta per delle fotografie... non si può farne a meno!
La voglia di fermarsi per il bivacco è forte, però questa
insenatura non offre ripari naturali contro vento e pioggia, così
si prosegue per porto Quao; in 15 minuti si arriva in
prossimità di una radura con diverse diramazioni di sentieri: noi
lasciamo gli zaini e scendiamo a mare per fare il bagno e recuperare viveri
ed acqua, dopodiché andando a monte della radura ci inoltriamo
in un bosco di ginepri e qui in alcune piazzole con attiguo focolare,
facciamo il nostro primo bivacco. Ed è proprio attorno al focolare,
con un bel fuoco acceso, che si trova l'unità del gruppo: 12 persone
intente a cucinare la cena su fornelletti ridendo e scherzando. La presenza
del fuoco aiuta ad aprirsi alla conversazione anche con persone conosciute
pochi giorni addietro e favorisce l'unione del gruppo. Durante la notte
è scesa una leggera pioggerella; con alcuni teli di nylon da 3x3
mt. del tipo “imbianchino” tirati tra i rami ci assicurano
di rimanere asciutti, poi - fortunatamente - stelle e sole fino a cala
Luna!
